Tra i borghi più belli d’Italia, Guardia Perticara: il paese delle case in pietra

La Basilicata è così, un territorio ricco e variegato che racchiude in sé la bellezza dei cinque borghi più belli d’Italia: Acerenza, Castelmezzano, Pietrapertosa, Venosa e Guardia Perticara.

In un territorio dalla cui altezza si aprono scenari variegati ed estesissimi che abbracciano le Dolomiti Lucane, il Pollino, i Monti della Maddalena, ma anche lo IonioGuardia Perticara (PZ) si adagia sulla dorsale del colle Serra che scende verso la valle del Sauro e dell’omonimo torrente donando panorami che dal verde intenso dei boschi passa al giallo arso dei calanchi, al giallo paglierino dei campi coltivati e al bianco greto della vallata.

Ma è il cuore di Guardia Perticara che fa del paese un borgo affascinante ed intimo, fatto di strette stradine, piccoli vicoli e case in pietra arroccate che aprono scorci suggestivi immortalati nel film “Cristo si è fermato ad Eboli” in cui risalta l’armonia delle costruzioni di Piazza Europa con le sue caratteristiche forme e la particolarità dei sotto gronda delle case, i filaretti di coppi chiamate “romanelle”.

Le case di pietra di Guardia Perticara sono bellissime da ammirare. Accuratamente restaurate a seguito del terremoto del 1980, il centro storico si arricchisce di palazzetti nobili decorati con mensole scolpite, portali e mascheroni che si sviluppano accanto alle case in pietra del borgo dall’aspetto basso e corposo, chiamate “a Nunziata” che interrompono e spezzano vicoletti che si affacciano a terrazzo sui calanchi.

Le origini di Guardia Perticara sono antichissime come testimoniano i corredi funebri delle necropoli risalenti fra l’ VIII e il V sec. a. C. appartenenti agli antichi e primi abitanti della Basilicata, gli “Enotri”.

Ma è nel Medioevo che il borgo si sviluppa. Dapprima nella parte più alta della collina su cui rimangono i ruderi del Castello e le tracce degli insediamenti a forma concentrica e poi scendendo lungo la dorsale in una forma lineare che porta direttamente al centro storico.

Ed è nel Medioevo che il nome di Guardia Perticara nasce, legandosi probabilmente alle “pertiche”, vale a dire alle parti di territorio che i longobardi assegnavano alle famiglie dei coloni.

Un borgo affascinante fatto di case in pietra e visuali suggestive che fanno di Guardia Perticara uno dei borghi più belli d’Italia e della Basilicata che vale la pena di ammirare anche ricoperta da soffice neve per poter entrare in un intimo e lento scorrere del tempo.

 

 

La “Paparotta” dolce autunnale tipico lucano

I sapori più genuini e semplici, si sa, sono sempre i migliori e la tradizione lucana è ricca di antichi prodotti che con ingredienti tipici del territorio della Basilicata hanno da sempre accompagnato la vita e lo scorrere delle lunghe e faticose giornate nei campi dei contadini, i quali, grazie alla sapienza delle donne del posto, potevano rifocillarsi e acquisire l’energia necessaria per rimettersi in forza.

La “Paparotta”, tipico dolce autunnale della Basilicata, è un dolce che si lega al lavoro della vendemmia, prendendo il suo ingrediente principale direttamente dall’ uva nera e precisamente dal mosto di vino che si ottiene schiacciando i chicchi lavati dei grappoli d’uva nera, setacciati e fatti bollire.

Ogni luogo della Basilicata ha la sua tipica “Paparotta” che viene personalizzata con forme diverse e con l’aggiunta d’ingredienti dal sapore tipicamente lucano.

Per la ricetta tradizionale gli ingredienti sono, oltre al sopracitato mosto di vino nero, la farina per dolci e lo zucchero, ma in base ai gusti e ai luoghi in cui la “Paparotta” viene prodotta, si possono aggiungere all’ impasto cannella, cacao, cioccolato o mandorle potendo sostituire anche la farina per dolci con l’amido. la paparotta lucana

Di seguito gli ingredienti e la preparazione che maggiormente vengono utilizzati nel territorio lucano.

Ingredienti:

  • 1 litro di mosto di vino
  • 120 gr di farina per dolci
  • 100 gr di zucchero
  • 1 pizzico di chiodi di garofano tritati finemente
  • 1 pizzico di cannella

Preparazione:

Mentre si porta ad ebollizione il mosto di vino nero, aggiungere a cascata la farina avendo cura di girare il tutto per evitare la formazione di grumi. Successivamente aggiungere anche lo zucchero, i chiodi di garofano e la cannella fino ad ottenere una consistenza adeguata. Togliere il tutto dal fuoco e servire il dolce in tavola porzionandolo nelle forme che più piacciono.

Il gusto forte del mosto si lega al suo alto contenuto calorico che serviva appunto nel passato a dare energia ai contadini.

Oggi la “Paparotta” è stata rivalutata non solo per il suo sapore tipicamente autunnale ma soprattutto per le sue proprietà antiossidanti. Derivato direttamente dal vino, il dolce, infatti, ne conserva tutti i suoi valori nutrizionali per la presenza di buone quantità di antiossidanti quali i polifenoli e il licopene che svolgono funzioni vaso-protettive, antitumorali ed anti-age.

Insomma, la “Paparotta” si presenta come l’antico dolce della tradizione lucana che entra con onore nei prodotti tipici e che conserva tutto il sapore di una genuina e sana alimentazione della generosa terra della Basilicata.

 

 

 

La Melanzana Rossa di Rotonda: prodotti tipici Lucani a marchio DOP

La Melanzana Rossa di Rotonda DOP trae le sue origini, dall’emigrazione di diverse famiglie rotondesi agli inizi del ‘900 nei nuovi territori conquistati dal regime fascista nell’Africa orientale, dove nell’intento di costruirsi una nuova vita, i rotondesi si trovarono a partecipare alla guerra di Etiopia.
I nuclei familiari che nel 1935, riuscirono a tornare in patria, portarono proprio questa “curiosa” melanzana a forma di pomodoro. Gli anziani del paese ne sono oggi testimoni. Da allora la Melanzana Rossa si è diffusa nelle aziende agricole del territorio della Valle del Mercure e grazie alle sue caratteristiche di rusticità e versatilità in cucina, ma anche a causa della fame e della povertà causata dalla seconda guerra mondiale, è diventata prima un alimento della dieta quotidiana dei contadini e poi l’orgoglio dei giovani che sono riusciti a conservare e valorizzare La Melanzana Rossa di Rotonda fino a farle attribuire il marchio DOP che consente al prodotto di identificarsi unicamente nella sua area geografica che a sua volta è destinata alla ribalta.

COLORE: All’inizio della maturazione ha colore e sovracolore verde arancio chiaro con tenui sfumature verdognole. Successivamente è arancione vivo tendente al rosso.
POLPA: Consistenza carnosa. Non annerisce dopo il taglio.
ODORE: Profumo intenso fruttato, ricorda il fico d’India.
SAPORE: Al palato è piccante con un gradevole finale amarognolo.

Come previsto dal discplinare, la Melanzana Rossa di Rotonda può essere immessa sul mercato come:

Prodotto fresco: confezioni da massimo 1 Kg in retine di plastica riciclabile, cartone, o altro materiale riciclabile, con etichetta che riporta la denominazione Dop, il nome e l’indirizzo dell’azienda produttrice e confezionatrice, il logo del prodotto e la quantità del prodotto.

        

Il Fagiolo Bianco di Rotonda: Prodotti tipici Lucani a marchio DOP

imagesIl Fagiolo bianco di Rotonda DOP, si distingue per l’elevato contenuto proteico e la bassa percentuale del tegumento rispetto al peso totale, caratteristica che tradotta per i “non addetti ai lavori” riduce notevolmente i tempi di cottura. Le innegabili proprietà organolettiche dei fagioli bianchi sono esaltate dal tipo di clima e dalle caratteristiche dei terreni, che situati nella valle del Mercure, tanto grande quanto fertile il cui bacino risale all’era quaternaria, sono limo-argillosi e sabbiosi, profondi con una buona ritenzione idrica. D’altra parte il clima dolce e la distribuzione pluviometrica con piogge abbondanti da ottobre a marzo contribuiscono all’eccellenza del prodotto.

I Fagioli Bianchi di Rotonda Dop si producono in due ecotipi locali:

il FRESCO (baccello)

• colore bianco tendente al giallo chiaro o all’avorio;

• lunghezza non superiore ai 20 cm e larghezza non superiore ai 20 mm;

• ceroso, di aspetto fresco, sano e turgido;

• pulito, esente da sostanze estranee visibili e privo di odore e/o sapore estranei;

• tenore di umidità non inferiore al 60% e senza umidità esterna anormale;

• contenuto proteico uguale o superiore al 9% (sul totale);

il SECCO (granella)


• colore bianco senza venature e di media brillantezza;

• forma tonda-ovale;

• seme di lunghezza non superiore ai 18 mm e di larghezza non superiore ai 15 mm;

• peso medio per 100 semi minimo 90 gr;

• pulito, esente da sostanze estranee visibili e privo di odore e/o sapore estranei;

• tenore di umidità non inferiore al 10% e senza umidità esterna anormale;
• contenuto proteico elevato, uguale o superiore al 24% sulla sostanza secca;

• tegumento molto sottile, non superiore al 6% rispetto al peso totale.

Il Fagiolo Bianco di Rotonda DOP si presta a primi piatti, zuppe e insalate di ogni genere.

 

 

 

Birdwatching in Basilicata: itinerari di Matera

La Basilicata tutta ha come elemento comune il volo degli uccelli che liberi, volteggiano nei suoi cieli e creano disegni nell’aria da ammirare e osservare a occhio nudo o calandosi nell’attività del birdwatching, un modo per entrare in contatto con la natura, percorrere itinerari che in qualsiasi stagione regalano paesaggi lucani inaspettati, popolati da fauna e flora ricchissima.

Per praticare il birdwatching non c’è bisogno di essere sportivi, bastano pazienza, voglia di addentrarsi nella natura cercando il più possibile di mimetizzarsi con il paesaggio, utilizzando un abbigliamento comodo, binocolo e una guida per il riconoscimento delle specie ornitiche.

Di seguito gli itinerari da percorrere nella provincia di Matera, in Basilicata, per poter praticare il birdwatching in un territorio variegato e ricco dove la natura ne fa da padrona con le sue tante forme che assumono lineamenti collinari, montuosi, carsici e di aree palustri per tanti paesaggi variopinti.

Parco della Murgia Materana

falchi grillai Birdwatching, birdwatchers, Basilicata,  territorio lucano, Matera, itinerarioNel vaso territorio del Parco della Murgia Materana ed anche nei cieli del centro storico di Matera si ammirano i voli dei falchi grillai che in questa zona hanno insediato la loro colonia, diventando così di diritto, il simbolo ufficiale del Parco della Murgia Materana.

Parco di Gallipoli-Cognato e Piccole Dolomiti Lucane balia dal collare Birdwatching in Basilicata: itinerari di Matera

Nel Parco di Gallipoli-Cognato e nelle Piccole Dolomiti Lucane, in cui la vegetazione è ricca e folta, è possibile osservare uccelli che nel resto d’Italia è molto difficile da trovare ma che in questo territorio vivono in grande quantità. Si tratta del picchio rosso mezzano, il picchio muratore e la balia dal collare.

Miglionico

falchi pescatori Birdwatching in Basilicata: itinerari di MateraNell’Oasi del WWF di San Giuliano, una vasta zona attorno al lago di San Giuliano, circondato da un paesaggio tutto da vedere, la gravina del fiume Bradano in un grande canyon con attorno una ricca vegetazione fa da dimora a numerose specie animali. L’avifauna e impreziosita da aironi rossi, aironi bianchi maggiori, cormorani, fischioni, alzavole, cicogne e falchi pescatori.

I calanchi lucani sterpazzola Birdwatching in Basilicata: itinerari di Matera

In un paesaggio aspro, dove la calura raggiunge temperature molto elevate, vivono uccelli che ben si adattano a queste zone. Tra i comuni di Pisticci, Montalbano Jonico e Tursi dove i calanchi sembrano manti sabbiosi e di argilla, il birdwatching osserva e ascolta il canto di strillozzi, beccamoschini, della ghiandaia marina, della calandrella e della sterpazzola di Sardegna. Numerosi sono anche le specie di biancone, di cappellaccia, nibbi reali e di zigolo capinero.

taccole Birdwatching in Basilicata: itinerari di MateraNel territorio dei calanchi lucani, posto d’onore per praticare il birdwatching è il paese abbandonato di Craco, che nella sua torre ospita una nutrita colonia di Taccole, accanto al passero solitario e alle civette.

Per gli amanti del birdwatching, gli itinerari lucani nel territorio di Matera rappresentano il giusto percorso per osservare gli uccelli potendo stare in contatto con la natura variegata e sorprendente della Basilicata.

 

 

 

 

 

Osteria la Vigna del Mare – Ristorante Pizzeria


ristorante Osteria la Vigna del Mare a MateraMatera con i suoi Sassi
è meta gradita di molti turisti desiderosi di conoscere nuove e molteplici realtà ma diventa meta gradita anche per tutti coloro che amano fotografare il panorama suggestivo dei Sassi stando piacevolmente seduti in un locale dove poter mangiare le gustose pietanze a base di carne, pesce e funghi che il ristorante – pizzeria Osteria la Vigna del Mare offre loro.

Se si ama godere della bellezza che ci offre la natura e insieme godere dei piaceri del palato, è naturale preferire il ristorante “Osteria la Vigna del Mare” perché qui è possibile saziare il corpo e la mente.

osteria la vigna del mareGrazie alle sue sei finestre che affacciano sui Sassi, di cui una con la caratteristica forma a oblò, Osteria la Vigna del Mare diventa meta consigliata ai più che vogliono unire l’utile della conoscenza di un paesaggio unico nel suo genere al dilettevole dei piaceri del palato.

L’Osteria la Vigna del Mare propone cucina tipica locale, preparata con ingredienti provenienti dall’azienda agricola del titolare e rivisitati in chiave moderna, ma offre anche piatti a base di pesce, come suggerisce il nome del ristorante, della migliore qualità, per chi vuole spaziare in un campo diverso da quello della regionalità tipica.

Osteria la Vigna del Mare è anche pizzeria, pizze tradizionali o pizze estrose ai frutti di mare accompagnati da un buon bicchiere di birra e da una vasta scelta di vini provenienti da tutte le regioni d’Italia.

Osteria la Vigna del Mare è il luogo perfetto dove poter mangiare in un locale ampio e luminoso per un ambiente cordiale e gestito da titolari giovani che per i clienti più esigenti hanno riservato “il tavolo degli ospiti” in cui l’estrosità e la creatività dello chef ne faranno da padrone. osteria la vigna del mare sui Sassi di Matera

Nel Vico Lombardi 53 a Matera si trova il ristorante – pizzeria “Osteria la Vigna del Mare” che accoglie ogni cliente con la presenza di un grande e rigoglioso ulivo secolare a dimostrazione della bellezza di questa città. Trovandosi nella centrale Via del Corso di Matera, entrando nella stradina tra il Palazzo delle Poste e il Palazzo Ina, si accede, svoltando sulla destra, in Via delle Beccherie, la via che raggruppava tutte le più operose macellerie di Matera. Attraversando questa via per circa cento metri, sulla sinistra si apre un suggestivo scorcio fatto di pochi gradini in cui maestoso l’ulivo del ristorante – pizzeria Osteria la Vigna del Mare precede il panorama dei Sassi.

Matera e Osteria la Vigna del Mare: perfetto binomio tra bellezza e amore del gusto.

Per altre info o prenotazioni, visitate il sito ufficiale o la pagina Facebook .

 

 

Itinerari in Basilicata: Il Birdwatching in Provincia di Potenza

Fare del birdwatching in Basilicata è cosa assai semplice e naturale perché la Basilicata è un territorio generoso che regala paesaggi e scenografie naturali ai tanti animali che popolano la Lucania e in particolar modo agli uccelli, veri ed indiscussi padroni dei cieli della Basilicata. falchi Birdwatching in Basilicata: territorio di Potenza - parte prima

E’ facile ammirare e lasciarsi incantare dal volo dei falchi che maestosi tagliano l’aria sulle nostre teste, liberi e non curanti che gli occhi dei tanti bird watchers appassionati e improvvisati sono su di loro.

Sono molte le persone che praticano il birdwatching in Basilicata. Osservare gli uccelli, la vasta biodiversità che la Basilicata racchiude in sé è anche un modo di poter scoprire i vari paesaggi del territorio lucano che dai laghi passa ai boschi, ai fiumi e alle montagne.

Nella regione Basilicata, gli itinerari da seguire per ammirare le tante specie di volatili sono molte. Di seguito gli itinerari con maggiore fascino della provincia di Potenza dove è possibile immergersi nella natura e scrutare i volatili.

I laghi di Monticchio

bramea http://www.basilicatavacanze.com/lincanto-dei-laghi-di-monticchio-pz-tra-natura-e-storia/Nella ricca vegetazione dei Laghi di Monticchio, a Rionero in Vulture, il birdwatching, oltre agli eleganti cigni che sembrano scivolare sulle acque del lago, s’impreziosisce di una rara bellezza, la farfalla notturna chiamata la “Bramea europea”, una falena che mostra tutta la sua bellezza soprattutto nel periodo primaverile, donando alla vista dei bird watchers un’apertura alare di 7 cm.

Acerenza upupa http://www.basilicatavacanze.com/tra-i-borghi-piu-belli-ditalia-acerenza-la-citta-cattedrale/

Avvicinandosi al lago di Acerenza sul lato est, è possibile praticare il birdwatching dalla contrada chiamata “Il Maglio” da cui, con pazienza e attenzione, si possono osservare il nibbio reale, il falco pecchiaiolo, lo sparviero, l’upupa, il picchio rosso, meglio se in prima mattinata per poter avere la migliore luce per le fotografie e in serata attendere di osservare il gufo durante la sua attività da predatore.

Pignola

cavalieri d'Italia http://www.basilicatavacanze.com/tra-i-borghi-piu-belli-ditalia-acerenza-la-citta-cattedrale/L’avifauna per eccellenza è nell’Oasi faunistica del lago di Pantano, un ricco scrigno di biodiversità tra natura e colori in cui nascono e vivono ben 158 specie di uccelli.

In quest’angolo di natura a 750 metri di altezza, il birdwatching ne fa da padrona: l’airone cenerino, le gallinelle d’acqua, i fischioni, le garzette, le alzavole, le folaghe, le pavoncelle, il martin pescatore, lo svasso maggiore, i cavalieri d’Italia e il falco di palude e il nibbio reale. Un vero luogo magico per i bird watchers che possono ammirare tra le specie più belle e meno comuni, assieme ai vari anatriformi.

Castelmezzano cicogna nera http://www.basilicatavacanze.com/il-volo-dellangelo-e-le-dolomiti-lucane/

Proprio nel territorio in cui il famoso ed emozionante “Volo dell’Angelo”  prende vita, il birdwatching trova il suo scorcio naturale più rappresentativo, facendo tappa in uno dei “borghi più belli d’Italia” in cui è possibile osservare il volo dei nibbi reali, dei corvi imperiali, dei rondoni maggiori e anche della bellissima cicogna nera. Fiore all’occhiello di questo angolo naturalistico della Basilicata è rappresentato dal suono e dalle note del passero solitario che canta sulle cime delle Dolomiti.

Grumento Nova

airone http://www.basilicatavacanze.com/il-volo-dellangelo-e-le-dolomiti-lucane/Anche qui il birdwatching viene praticato vicino al lago, il Lago di Pietra del Pertusillo che in realtà è una diga artificiale che ha permesso la crescita di specie animali anche non molto comuni come gli uccelli acquatici: le folaghe, i germani reali, i moriglioni, e in minoranza l’airone cenerino. Possibilità di vedere anche molti rapaci.

Sinni e Agri capovaccaio http://www.basilicatavacanze.com/il-volo-dellangelo-e-le-dolomiti-lucane/

Anche nelle fiumare del Sinni e dell’Agri, altro scorcio naturale in cui i corsi d’acqua incontrano i ciottoli roventi al sole, il birdwatching centra esemplari unici. Oltre alla Calandrella, la cicogna nera nidifica in questo territorio e rare specie di avvoltoio sorvolano il territorio lucano: il Capovaccaio.

E’ tra le montagne della Basilicata che gli spicchi d’acqua nascondono e conservano gli itinerari per gli amanti del birdwatching.

Il Canestrato di Moliterno IGP: prodotto tipico lucano

Il Canestrato di Moliterno IGP: prodotto tipico lucanoTra la vasta scelta di prodotti tipici culinari della Basilicata, un posto d’onore è ricoperto dal pecorino di Moliterno, paese in provincia di Potenza, denominato Canestrato di Moliterno.

Il Canestrato di Moliterno, formaggio tipico lucano come il Pecorino di Filiano DOP, entra di diritto nella lista dei circa 900 prodotti di eccellenza dell’agroalimentare europeo con la sua denominazione IGP.

Perché denominazione IGP

Il Canestrato di Moliterno, formaggio da tavola ottimo anche da grattugia, ha avuto il riconoscimento di pecorino IGP per due sue fondamentali caratteristiche: la razza ovina e la tecnica di stagionatura.

La razza ovina da cui deriva il Canestrato di Moliterno è quella tipica del territorio lucano, la “Gentile di Lucania”, razza rustica che viene allevata allo stato brado in un vasto territorio tra la provincia di Potenza e di Matera che ripercorre gli antichi percorsi della transumanza delle greggi.

fondaci canestrato di moliternoLa tecnica di stagionatura è una fase importante del Canestrato di Moliterno che avviene nelle tipiche cantine di Moliterno chiamate Fondaci, grandi locali sotto il livello stradale dei palazzi signorili, spazi molto freschi e aerati che conferiscono al formaggio il sapore unico e caratteristico proprio del Canestrato di Moliterno.

Per ottenere il marchio IGP, infine, il Canestrato di Moliterno deve maturare una stagionatura di almeno 60 giorni.

Le caratteristiche del Canestrato di Moliterno IGP

Il formaggio viene prodotto per il 70% con latte di pecora e per il 30% con latte di capra, assieme al caglio di agnello o capretto. La cagliata così ottenuta viene pressata in canestri di giungo che danno il nome al formaggio di Moliterno, appunto Canestrato, dando le caratteristiche striature che formano la crosta che dopo la stagionatura assume un colore giallo intenso fino al colore bruno con il passare della stagionatura.

Il Canestrato di Moliterno a pasta dura uniforme si presenta con forma cilindrica a facce piane di diametro tra i 15 e i 25 cm e con altezza dai 10 ai 15 cm.

L’interno del formaggio ha un colore bianco o leggermente paglierino per il Canestrato con stagionatura fino a 6 mesi ad un colore giallo paglierino per il Canestrato con stagionatura di oltre 12 mesi. canestrato di Moliterno IGP interno

Il Canestrato di Moliterno IGP, secondo la stagionatura, diventa:

– primitivo: canestrato stagionato fino a 6 mesi con sapore dolce e delicato

– stagionato: canestrato stagionato da 6 a 12 mesi con sapore più forte ed aromatico

– stravecchio: canestrato stagionato oltre 12 mesi con sapore più deciso e piccante

La forte identità dei moliternesi per il Canestrato di Moliterno risale già al ‘700 quando la produzione del canestrato era considerata un’attività primaria conosciuta a livello nazionale e internazionale, riscontrabile dal marchio a fuoco sul canestrato che mostra due cerchi concentrici in cui in uno compare la dicitura “Canestrato di Moliterno” e nel secondo viene raffigurato un castello con tre torri, proprio il simbolo del Comune di Moliterno.

moliterno il castelloEd è in occasione di sagre popolari che nel Comune di Moliterno si rivive l’antico procedimento di stagionatura del Canestrato in cui i fondaci rivivono il loro splendore animati da musica e danze popolari.

Tra i borghi più belli d’Italia, Acerenza: la “città cattedrale”

Il primo paese della Basilicata che ricordo di aver visto è stato Acerenza, in provincia di Potenza, quando con la mia famiglia andai a trovare mia sorella maggiore in “trasferta” per una vacanza in Basilicata. E la sua scelta fu davvero ottima. Lei alloggiava in deliziose baie a circa 830 metri di altezza che dominavano un panorama innevato e incantevole che nella stagione meno fredda rivela gli ampi campi di vigneti e il verde rigoglioso che circonda il panorama e racchiude anche il suo lago, habitat di una variegata fauna e flora. acerenza lago

Acerenza è, infatti, annoverato tra i 50 borghi più belli d’Italia, e tra i 5 borghi più belli della Basilicata accanto a Castelmezzano, Pietrapertosa, Guardia Perticara e Venosa, rappresentando uno dei comuni della Basilicata dalle origini più antiche – VI e IV sec. a. C. –  cui nome fu dato dalle prime tribù lucane, gli Osci, che chiamarono il loro più alto insediamento “Akere” divenuto in seguito “Acherutia”, menzionato dal famoso poeta lucano Orazio con il nome di “Acheruntia” che significa proprio “luogo alto”. Per questo gli abitanti di Acerenza vengono chiamati Acheruntini.

Tra i borghi più belli d’Italia, Acerenza: la “città cattedrale”Acerenza, paesino dal caratteristico profilo medioevale con le sue mura e i caratteristici vicoletti, vista dalla valle e soprattutto da chi, come me, proviene dalla Puglia, si presenta come una fiera città sorta su una rupe di tufo calcareo di forma circolare e che, come una fortezza, viene anche chiamata la “città cattedrale” per la presenza al suo interno di una maestosa Cattedrale di stile romanico risalente all’XI sec. che imponente è degna di essere considerata d’interesse nazionale per la ricchezza dei suoi affreschi, bassorilievi e dell’antichità dei suoi marmi e delle colonnine di origine greca.

acerenza città cattedraleLa Cattedrale è ricca di storia e di culto. Dedicata a Santa Maria Assunta e a San Canio Vescovo, la Cattedrale fu costruita alle origini della diffusione del culto cristiano in Basilicata grazie al soggiorno proprio di San Pietro, facendosi spazio su di un’antica chiesa paleocristiana dedicata al pagano Ercole Acheruntino.

Percorrendo le viuzze dell’antico borgo di Acerenza si nota come la Cattedrale è solo uno dei fiori all’occhiello di questo borgo tra i più belli d’Italia che per la presenza dei suoi tanti decorati palazzi risalenti al Settecento e del Palazzo Cinquecentesco databile nello stesso periodo del Convento Francescano rende la visita di Acerenza un piacevole cammino tra storia e arte. acerenza scorcio

Ad anni di distanza dal mio primo inesperto e infantile sguardo su Acerenza, la particolarità e il fascino di questo borgo possono confermare il ricordo di un paese che mi ha fatto amare i borghi medioevali e i paesini ai più ancora sconosciuti.