Parco Nazionale del Pollino: cosa vedere, trekking e Pini Loricati

Con i suoi oltre 190.000 ettari, il Parco Nazionale del Pollino è l’area protetta più grande d’Italia. A cavallo tra Basilicata e Calabria, questa riserva wilderness e Geoparco Mondiale UNESCO custodisce vette che superano i 2.000 metri, canyon scavati da fiumi cristallini e una biodiversità straordinaria. Prende il nome dall’omonima catena montuosa che divide le regioni. Il Parco si estende su ben 56 Comuni di cui 24 sono proprio in Basilicata.
Se desideri vivere una vacanza immersa nella natura incontaminata, ecco la guida pratica a cosa fare e vedere nel versante lucano del Parco nazionale del Pollino, probabilmente quello più interessante sotto l’aspetto naturistico e culturale.
Il Simbolo del Parco nazionale del Pollino: I Pini Loricati
Il vero re del parco è il Pino Loricato (Pinus heldreichii), un fossile vivente che cresce solo a quote elevate sfidando le intemperie. Si presenta con un albero dall’aspetto robusto e prende il nome dalla sua corteccia a placche che ricorda le corazze (le “loriche”) dei soldati romani. E’ presente anche in zone tra i balcani e la Grecia a conferma dell’influenza di questi popoli negli anni addietro.
Il punto di osservazione più celebre per ammirare questi giganti della natura è la Serra di Crispo, nota come il “Giardino degli Dei”, e il massiccio del Serra Dolcedorme.
I Borghi Imperdibili del Versante Lucano
1. Rotonda
Sede del Parco Nazionale, Rotonda è un pittoresco borgo montano famoso per il suo centro storico e per le eccellenze enogastronomiche, come la celebre Melanzana Rossa di Rotonda DOP e i fagioli bianchi. Per raggiungerla dal capoluogo è necessario utilizzare l’auto o uno dei collegamenti bus presenti.
2. Viggianello
Inserito tra i Borghi Più Belli d’Italia, Viggianello sorge ai piedi del massiccio del Pollino. È la base di partenza ideale per escursioni alle sorgenti del fiume Mercure e attività all’aperto. Soprannominato il paese delle ginestre per la presenza del fiore durante la primavera, rappresenta un’ottimo punto di partenza per raggiungere il Parco nazionale del Pollino.
3. San Severino Lucano
Punto strategico per raggiungere il Santuario della Madonna del Pollino, situato a oltre 1.500 metri d’altezza con una vista panoramica spettacolare sull’intera catena montuosa.
4. Terranova del Pollino
E’ il paese più suggestivo di tutti quelli che sorgono sulle pendici del Pollino. E’ noto per le sue caratteristiche naturali come gole, cime e pianure oltre a chiese e Palazzi antichi che ne fanno un posto da non perdere. E per gli amanti del buon cibo è la sede di uno dei ristoranti tipici lucani più conosciuti, Luna Rossa gestito in maniera impeccabile dallo chef Federico Valicenti.
Attività all’Aperto e Trekking
- Rafting e River Trekking: Le gole del fiume Lao e del Torrente Raganello offrono percorsi mozzafiato per gli amanti degli sport acquatici.
- Ciaspolate e Sci d’Escursionismo: Durante i mesi invernali, il parco si trasforma in una meta ideale per le passeggiate sulla neve.
- Escursioni al Piano Visitone e Piani di Pollino: Sentieri adatti anche a famiglie per passeggiare tra faggete secolari.
Domande Frequenti (FAQ) sul Parco del Pollino
Qual è il periodo migliore per visitare il Parco Nazionale del Pollino?
Il periodo ideale va da maggio a ottobre per escursioni, trekking e attività all’aria aperta con temperature gradevoli. In primavera le fioriture rendono i paesaggi spettacolari, mentre l’autunno è perfetto per ammirare il foliage nelle faggete. Tra dicembre e marzo il parco è meta apprezzata per ciaspolate e sport sulla neve.
Dove si possono vedere i Pini Loricati?
I Pini Loricati crescono a quote elevate, oltre i 1.500-1.800 metri. I punti più famosi e raggiungibili tramite sentieri di trekking sono la Serra di Crispo (nota come il “Giardino degli Dei”), la Serra delle Ciavole e il massiccio del Serra Dolcedorme sul versante lucano del parco.
Servono guide autorizzate per fare escursioni nel parco?
I sentieri turistici di bassa quota e le passeggiate nei dintorni dei borghi (come Rotonda e Viggianello) possono essere percorsi in autonomia. Per i trekking ad alta quota, l’ascesa alle vette oltre i 2.000 metri o attività complesse come rafting e river trekking, è fortemente consigliato affidarsi a una Guida Ufficiale del Parco AIGAE per ragioni di sicurezza e orientamento.
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